Cosa sono le autoanalisi in farmacia
Sono test che il paziente potrebbe gestire da solo, a casa. In farmacia li fa con un dispositivo per autodiagnosi. Se non è del tutto autosufficiente, lo aiuta un operatore sanitario. Così li definisce l'articolo 1 del decreto del 16 dicembre 2010.
Nelle premesse il decreto dice a cosa servono. Integrano gli esami dell'assistenza specialistica ambulatoriale.
I test che si possono fare
L'elenco sta nell'articolo 2 del decreto.
- glicemia, colesterolo e trigliceridi;
- emoglobina, emoglobina glicata, creatinina, transaminasi ed ematocrito, misurati in tempo reale;
- alcuni componenti delle urine, come chetoni, nitriti, proteine e leucociti;
- test di ovulazione, di gravidanza e di menopausa;
- sangue occulto nelle feci, per il colon-retto.
L'elenco si aggiorna con un decreto del Ministro della Salute, d'intesa con le regioni (articolo 2, comma 2).
Per i servizi di secondo livello ci sono poi gli apparecchi dell'articolo 3, come quelli per la pressione e l'auto-spirometria. L'elenco completo è nella guida ai servizi in farmacia.
Cosa non si può fare
Non si usano apparecchi che prelevano sangue o plasma con siringhe o dispositivi simili. E resta esclusa ogni attività di prescrizione e di diagnosi. Lo dicono la lettera e del decreto 153 e l'articolo 1 del decreto del 2010.
C'è poi la lettera e-ter del decreto 153. Permette al farmacista i test diagnostici con prelievo di sangue capillare.
Gli spazi e le persone
L'articolo 4 chiede spazi dedicati e separati dagli altri ambienti. Lì gli apparecchi si usano e si conservano in sicurezza, e si rispetta la privacy. I dettagli li fissano le linee guida della regione.
Infermieri e operatori socio sanitari possono aiutare il cliente col test. Il titolare scrive i loro compiti in un documento. L'originale resta in farmacia, una copia va all'azienda sanitaria.
Chi aiuta col test deve conoscere gli apparecchi. E deve seguire un corso di aggiornamento almeno ogni tre anni.
Il titolare o il direttore risponde dell'installazione e della manutenzione degli apparecchi. Se un risultato è inesatto per una mancanza su queste, ne risponde lui (articolo 5).
Cosa ha cambiato la legge 182 del 2025
L'articolo 60 della legge 2 dicembre 2025, n. 182, ha tolto dalla lettera e le parole «rientranti nell'ambito dell'autocontrollo». Il decreto del 2010 è stato scritto prima, e parla ancora di test in autocontrollo.
La stessa legge permette di offrire i servizi anche in locali separati dalla farmacia, con l'autorizzazione dell'amministrazione sanitaria del territorio. Lo spieghiamo nella guida alla farmacia dei servizi.
Come organizzare i test
Un test dura pochi minuti, ma lo spazio dedicato è uno. Se i clienti prenotano, non arrivano tutti alla stessa ora. Con le prenotazioni online scelgono loro un orario libero.
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Domande frequenti
È possibile fare un'autodiagnosi in farmacia?
Quali autoanalisi si possono fare in farmacia?
La farmacia può fare il prelievo di sangue?
Servono locali appositi per le autoanalisi?
Le fonti
- Decreto legislativo 3 ottobre 2009, n. 153, articolo 1 (Normattiva, testo vigente)
- Decreto 16 dicembre 2010 sulle prestazioni analitiche di prima istanza in farmacia, articoli 1, 2, 4 e 5 (Gazzetta Ufficiale n. 57 del 10 marzo 2011)
- Decreto 16 dicembre 2010 sulle prestazioni analitiche e i dispositivi in farmacia, articolo 3 (Gazzetta Ufficiale n. 57 del 10 marzo 2011)
- Legge 2 dicembre 2025, n. 182, articolo 60 (Normattiva)
Fonti aperte il 25 ottobre 2026. Sul tuo caso chiedi anche al tuo ordine o alla tua associazione di categoria.